Giancarlo Siani: cosa resta?

CLAUDIA SCOGNAMIGLIO 23 Settembre

Giancarlo Siani: cosa resta?

Tutti nella vita abbiamo uno scopo, una vocazione, un qualcosa a cui ci sentiamo legati, una strada che sentiamo di dover percorrere. E’ stato così anche per Giancarlo Siani. 

Nato a Napoli il 19 Settembre del 1959, viene assassinato dalla camorra alla giovane età di 26 anni. La carriera di Giancarlo inizia attraverso la collaborazione con il quotidiano il Mattino, come corrispondente da Torre Annunziata.
Sin dai primi passi, Siani mostra uno spiccato interesse per le problematiche sociali e dell’emarginazione, all’interno del quale il fulcro del suo interesse risulta essere focalizzato principalmente sulla criminalità organizzata.

“Il prezzo che si paga nell’intraprendere una certa professione o vocazione è conoscerne intimamente il lato sporco.”(James Arthur Baldwin)

Ed è stato questo il prezzo che ha dovuto pagare Siani, che si è immerso nella profonda e inesplorata realtà torrese, focalizzandosi sul contrabbando di sigarette e principalmente sull’espansione dell’impero economico del boss locale. Con il passare del tempo, Giancarlo acquista una posizione sempre più fondamentale nei movimenti del fronte anticamorra. Questa posizione fu acquistata grazie ai suoi articoli, che in realtà più che articoli, possono tutt’ora essere definiti delle vere e proprie grida di protesta, rivolte ad una realtà che oltrepassava i confini di Torre Annunziata, una realtà ormai diventata abitudine
Ma come tutti i sogni, quello di Giancarlo, si scontra con la dura realtà. Era la sera del 23 Settembre 1985, quando in un agguato camorristico, venne brutalmente assassinato.
In occasione del 30° anniversario dell’ assassinio, si celebra la sua grande umiltà, il coraggio con cui ha saputo condurre le inchieste, l’amore per il proprio paese e la speranza che il suo lavoro potesse diventare il fondamento di una libera informazione a favore della legalità.
Ma in fondo ha ancora senso parlare di legalità? In un contesto storico nel quale legalità e camorra si intrecciano in un connubio indistinguibile, diventa difficile affidarsi agli slogan di una certa politica, che porta in alto lo stendardo della legalità senza concretamente impregnarsi per distruggere realmente il sistema camorra.
Quello che ci resta oggi di Giancarlo Siani, sono le sue opere e i suoi ideali. Ideali che non dovrebbero essere ricordati solo in occasione di anniversari, ma che devono essere una quotidiana ispirazione nelle nostre azioni, con il fine di continuare quella che è stata una guerra mai portata a termine.

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