Ercolano, qualcuno pensi agli sport minori

ALFREDO IZZO 26 Febbraio

Ercolano, qualcuno pensi agli sport minori

Quando si parla di civiltà e città evolute si pone sempre l’attenzione sulle nuove forme di attività economiche e socio-sportive, ma nell’anno 2015 ad Ercolano questa tematica sembra essere ancora assente dai programmi delle istituzioni cittadine.

Premetto, questo articolo è di parte. Di una parte della città che dice basta all’indifferenza verso gli sport minori: quella categoria retrò dove vengono inseriti il basket, il volley, il rugby e tanti altri che non siano il calcio.

La stanchezza di essere indifferenti al “predominio” di uno sport, il calcio, che ad Ercolano ha portato grandi soddisfazioni, ma che non può accogliere da solo le tantissime situazioni difficili del nostro territorio.
Sono anni ed anni che gli appassionati di questi “sport minori” in questa città vengono considerate degli estranei a casa loro, tutto questo nel 2015 è davvero insostenibile per una cittadina di circa 53.000 abitanti e con tantissimi giovani pronti ad utilizzare possibili attrezzature sportive messe a disposizione dagli enti pubblici.

La città degli Scavi conta, oltre alle numerose associazioni calcistiche che sovraffollano lo stadio “Raffaele Solaro”, anche tre associazioni di pallacanestro, tre associazioni di pallavolo, una associazione podistica. Senza contare tutte quelle micro associazioni che nel loro piccolo nascono e muoiono per la carenza di strutture minime. La vera domanda, che viene rivolta alle istituzioni o a chi dovrebbe occuparsi dell’ambito socio-sportivo, è: Perché ad Ercolano non si è mai concretamente realizzato un progetto per la costruzione di un centro polifunzionale come nelle vicine Portici e Torre del Greco? Ed ancora, perché ad Ercolano le scuole – principali sedi di aggregazioni degli sport indoor – vengono date in gestione alle associazioni soltanto a stagione agonistica iniziata, creando così un “gap” con le associazioni delle cittadine limitrofe?

Queste domande di solito vengono declinate adducendo, alle risposte negative, pretestuosi vincoli edilizi e paesaggistici che a detta loro deturperebbero la nostra città e la renderebbero più facilmente soggetta ad azioni di vandalismo. Forse non si deturpa di più lasciando che i bambini e i giovani di questa città debbano compiere delle trasferte per andare a giocare altrove? Non si vandalizza la nostra città quando le strade sono sovraffollate da ragazzini che non hanno un polo sportivo dove aggregarsi e dove andare a fare uno sport che non sia il calcio?

Le domande qui poste non avranno risposta come non ha mai avuto sviluppo una città che sportivamente si è fermata a quando tanti anni fa si è costruito lo stadio comunale “R. Solaro”, ed è indifferente ad una associazione come lo Sporting Club Ercolano che sta lottando per la promozione in Serie C Nazionale di pallacanestro (nonostante i giocatori non possano utilizzare le docce della palestra dell’Istituto Tilgher per un problema all’impianto ndr); al Basket Tilgher che dopo l’anno in Promozione è retrocesso di nuovo in Prima Divisione, al volley che non ha più campionati senior e ad una associazione come la ErcoSport, che soltanto quest’anno sta organizzando finalmente una gara podistica ad Ercolano, nonostante lo stato indecoroso della pista di atletica dello stadio comunale ormai divenuta inutilizzabile per le gare di atletica.

Questo articolo è un invito a riflettere, non soltanto per gli addetti ai lavori ma soprattutto per la gente che crede allo sport che sia di Ercolano o di qualsiasi altra città. Vogliano essere, queste brevi righe, “il grido di dolore” di un cittadino ed allenatore di pallacanestro verso l’indifferenza che da troppi anni attanaglia lo sport indoor nel Meridione, in Campania e in special modo ad Ercolano.

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