Discarica Ercolano, al via la petizione per scoprire cosa è stato interrato

GIUSEPPE FORMISANO 15 Gennaio

Discarica Ercolano, al via la petizione per scoprire cosa è stato interrato

Stop al Biocidio! Dissotterriamo i fusti e interriamo i tralicci, scando nei cuori e bonificando le coscienze”. È ciò che si legge in apertura della petizione voluta dal gruppo “Salute ambiente Veusvio” di Ercolano, la città che vuole sapere la brutta verità, che vuole conoscere cosa nei decenni addietro è stato interrato nella discarica Amendola – Formisano nella quale, secondo il pentito Gaetano Vassallo, con l’ausilio della camorra locale, sono stati sversati illegalmente i rifiuti.

Che il problema c’è, è risaputo (e come una litania lo ripetono in tanti: “non si è scoperto nulla di nuovo”, talmente risaputo che queste persone nulla hanno fatto in questi anni!) ma ora bisogna andare a fondo, nel vero senso della parola. Il gruppo ambientalista ha avviato una raccolta firme da indirizzare al Comune di Ercolano affinché si possa scavare e dissotterrare nella discarica ora “ripulita”, almeno in superficie, dai rifiuti sistemati temporaneamente dall’emergenza del 2004 ma rimasti per anni.

Domenica all’esterno della Parrocchia Santa Maria della Consolazione – S. Agostino sono state raccolta centinai di firme e da ieri anche il Forum dei Giovani partecipa all’iniziativa.

Solo qualche giorno fa ci fu un sopralluogo nella discarica da parte della Commissione Ambiente della regione. “Cosa c’è sotto la discarica c.d. “Amendola – Formisano?” ci si chiede nella petizione che punta anche sull’inquinamento dell’elettromagnetismo, argomento caro al gruppo, chiedendo perché non si è fatto nulla sulla vicenda dei due elettrodotti che nel territorio ercolanese passano su due scuole?

Il Comune di Ercolano non ha aderito al cosiddetto “decreto terra dei fuochi” che avrebbe permesso l’accesso a fondi per la bonifica. Il sindaco-medico Vincenzo Strazzullo nell’incontro realizzato dal gruppo lo scorso 15 dicembre nella chiesa di San Vito dichiarò che era meglio se quei fusti non fossero mai scoperti ma al contempo che a Ercolano la situazione era solo l’inizio. Dichiarazioni dunque contraddittorie da parte del sindaco impegnato ora alla lotta interna al partito in vista delle elezioni della prossima primavera. Elezioni nelle quali probabilmente ogni candidato utilizzerà come strumento per il proprio fine la questione ambiente. Da cava a discarica, da rifiuto a rifiuto.

Articolo tratto da Vesuviolive.it

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